XV Premio “Ischia l’isola verde”

Pubblico d’eccezione per la XV edizione del Concorso Nazionale di Poesia “Ischia l’isola verde” edito dall’Associazione Giochi di Natale.   http://www.giochidinatale.it

Con il patrocinio morale del Comune di Forio, che ha consentito, di concerto con l’Associazione Culturale Radici, lo svolgimento della manifestazione di premiazione dei tanti vincitori del concorso nella sala mostre del Torrione la più nota di Forio, città turrita,durante la kermesse sono stati consegnati i premi consistenti in ceramiche finemente lavorate da un’artista foriana. Durante la serata, presentata dell’instancabile Prof. Mario Miragliuolo, sono state declamate le Poesie più quotate, valutate da un’eterogenea giuria, composta, da sette validissimi intenditori, la cui presidenza, anche quest’anno era affidata alla Preside Angela Procaccini, già dirigente degli istituti Cristofaro Mennella. Per l’occasione Ella ha illustrato l’importanza, soprattutto per le giovani generazioni, della necessità di nutrimento dell’anima di un elemento essenziale come la Poesia, l’inutile che serve.

Il concorso, articolato nelle sezioni, Tema Libero, Libertà, Dialetto, Giovani, Ischitani, Giuria Popolare, ha visto protagonisti tantissimi Poeti. Quarantasei opere, hanno impegnato in un arduo compito i Giurati che hanno stilato la seguente classifica.

Diploma di merito e partecipazione alle Poesie non vincitrici e pertanto a pari merito in 5ª posizione:

Menzioni speciali della Giuria a:

Libertà di Roberto Bigotto di Piove di Sacco (Padova)

Variegata la sensazione dell’essenza della libertà, paragonata al vento, o all’acqua, o all’aria: inafferrabile ma indispensabile. La conclusione ribadisce l’importanza di questo dono, il cui valore si comprende quando viene meno.

Basta di Ciro Giovanni Vittorio “Puntaccio” di Rotondi (Av)

Spaccato di vita carceraria mirabilmente ritratto dall’autore con l’impiego del dialetto.  Il protagonista, vittima di un errore giudiziario, attraverso l’esperienza del carcere torna ad assaporare appieno le gioie della libertà e dell’amore vero, sincero, indissolubile

 Come il vento di Gabriella Dalla Pietà  Roma

La natura è “libera”, nulla può fermarla e impedire l’esecuzione dei suoi naturali progetti; il vento e la vita sono simbiotici per l’autore.

Angiuli cu’ ‘n’ala… di Paolo Lacava di Fabriano (Ancona)

Leggera come ali questa lirica che si dispiega tra il sentimento della affettuosa condivisione coniugale e il sempre vivo desiderio di volare oltre il cielo, nell’etere liquido e libero. Diventa così espressione di sincero amore tra coniugi che oltrepassa la barriera del tempo mortale per culminare nel ricongiungimento di due anime libere e serene. Il dialetto l’arricchisce di melodia e scorrevolezza.

A ballata ri Patri Puglisi di Antonio Giordano di Palermo

Sarebbe solo retorica aggiungere un’ ulteriore chiosa o riflessione all’incommensurabile grandezza di don Pino Puglisi, o alla sua lotta per la legalità e per la libertà dalla violenza disumana e criminale della mafia nella città di Palermo, ma a maggior ragione bisogna apprezzare il felicissimo risultato della canzone che racconta in modo originalissimo e incisivo il cuore della vita e del sacerdote palermitano, martire della fede e della libertà. La naturalezza della lingua siciliana dà forza e vigore al ricordo di un Uomo che lo sparo di un fucile non può certo fermare.

Farsa-accoglienza di Nunzio Industria di Napoli

Il drammatico fenomeno migratorio con umanità sofferente e spesso morente, all’inseguimento della libertà viene trattato con acutezza dall’autore. Topica la rappresentazione delle onde rosso sangue, ma avvalorata in maniera originale dalla bambola che vi galleggia e catalizza su di sé l’attenzione, alludendo a chi possedeva quel giocattolo, con un velo di pudore a nasconderne l’orrore, oltreché inserita in una bella climax che vede i colori del tramonto  diventare prima sanguigni, poi neri, ridotti al buio dell’esistenza annullata dal mare . L’accoglienza ostacolata è una ridicola messa in scena della politica.

Salvezza? di Antonella Proietti di Roma (4° posto assoluto e Menzione speciale della Giuria)

La lirica riesce ad affrontare e a penetrare, in versicoli rapidi, due temi ugualmente importanti, quello della donna e della sua libertà,  calpestata dalla tracotanza o dalla superficialità dell’uomo, spesso anche involontariamente. Provocatoria, coraggiosa, vera.

Poesie vincitrici

Libertà in un trolley di Italia De Maria di Ischia  (1° classificato poeti ischitani)

Immedesimandosi nella giovane vittima di una macabra vicenda, l’autrice condensa in pochi ma intensi versi l’orrore con cui una ragazza ha dovuto convivere negli ultimi attimi della sua breve esistenza, ingiustamente strappata ai suoi affetti e privata della sua libertà. La tristezza e l’ingiustizia della sua fine sono addolcite soltanto dall’immagine della quiete del mare, che la “culla” nel suo ultimo viaggio, impregnandone, con l’odore della salsedine, i poveri resti.  Il mare: la sua morte, ma forse anche  la sua liberazione.

Cefalonia 1943 di Carmelina Giancola di Bojano (Campobasso) (3° classificata su La libertà)

Un coro libero / volato oltre il filo spinato tra il silenzio di rocce sontuose: i giovani soldati, nella poetica narrazione dell’eccidio di Cefalonia, squarciano il tempo e lo spazio con il loro istintivo, unanime grido di libertà, rompendo anche il silenzio, consapevolmente foriero di pericolo, ma coraggiosamente affrontato a viso aperto. Il senso del loro esistere appare come pienamente percepito e vissuto man mano che la natura stessa sembra esplodere di una bellezza che consola, rasserena, placa la paura. Questo percorso psicologico raggiunge il suo apice nello sguardo levato al cielo della cella, dove l’ostacolo visivo non impedisce di vedere la luce. la convinzione del bene supremo e della forza del più alto valore che l’uomo custodisca viene sancito nei versi finali, idealmente rivolti alla madre, a chi la vita aveva donato. Il nome, Francesco, rimarrà eterno nel cuore di chi ricorderà.

Nel chiaro dei tuoi occhi misto nebbia di Paola Carmignani di Altopascio (Lucca)                                                     (2° classificata assoluta ex aequo)

Situazione strana, ambigua quasi, quella del clochard che sceglie la miseria, il freddo, la solitudine, pur di seguire la sua libertà. Una libertà che è negli occhi di chi guarda e di chi si sente libero anche se è privo di tutto ma non della sua essenza. Una situazione estrema di certo, ma comunque possibile, messa in evidenza attraverso la plasticità e l’immediatezza delle immagini.

Tila di ragnu di Gaetano Catalani di Ardore Marina (Reggio Calabria)

(2° classificata assoluta  ex aequo, 1° ex aequo su La libertà, 1° per il dialetto)

Molto particolare nella sua ricchezza di immagini e di suggestioni questa lirica, nella quale si avverte una scia di malinconia che vi serpeggia e che nasce dalla consapevolezza che “la storia si ripete sempre uguale”.  Descrive una terra bellissima ma sfortunata, carica di colori e di natura lussureggiante ma abitata da uomini meschini, ricca di retaggi culturali che non permettono né di essere liberi né di continuare a vivere seguendo le proprie idee.  La lingua dialettale accresce la spontaneità delle sensazioni e delle immagini, dando colore e calore. Alcune di queste rimangono impresse nella memoria: “nudo di vento, il silenzio si attarda” o anche ”la libertà è un’aquila senza ali

Sotto il cielo di Aleppo di Gaetano Catalani

(1° classificata assoluta e 1° ex aequo su La libertà)

La poesia si snoda in versi morbidi e duri nel contempo, con immagini forti e “ossimoriche” (“gridare muta”) che lasciano intuire, oltre che una preparazione tecnica di base molto valida, anche un profondo sentimento di umanità. La libertà è il primo valore ad essere annichilito in periodi di guerra, sacrificata all’orgia del potere al pari dei bambini vittime inconsapevoli perché incapaci di comprenderne il significato.  Molto suggestiva risulta l’immagine del piccolo Omran per il quale anche la morte diventa una chimera.

Durante la serata delle premiazioni, presso il museo Civico del Torrione una giuria selezionata tra i presenti, tra le Opere che non hanno avuto accesso ai premi ma classificate nelle zone calde, ha scelto la Poesia

Natale di Giuseppe Magaldi che ha ottenuto il Premio Giuria Popolare con la motivazione:

Forte connotazione sociale per questa lirica che si serve di vocaboli e sintagmi decisi e determinati per indicare le ingiustizie del vivere umano

I testi delle vincitrici sulla Libertà e tema libero:

Sotto il cielo di Aleppo

E’ sera, ma l’eco delle bombe non si placa,

è come un vento che piano s’avvicina

e sibilando come una serpe ti travolge.

Bagliori di esplosioni ingannano l’aurora,

ma è notte fonda e non si apre ai sogni,

soltanto agli incubi e all’ombra di un  randagio.

Voci angosciose oltre il fumo e gli spari,

vite sospese come lumini si accendono,

poi lente si spengono sotto gli occhi di Dio.

Nel vortice di un sogno ti ho visto, Omran,

ho visto i tuoi occhi riflettere il mio cuore,

ho sentito la tua voce gridare muta al vento

sotto una pioggia di lacrime di stelle.

Sembravi un tenero virgulto che s’inerpica,

un mendicante di sorrisi e carezze,

un grumo di sogni in balìa delle granate

che scopre il sole sul fuoco dei copertoni.

Dietro la casa cresce un albero d’ulivo,

sembra un fantasma di legno senza foglie,

ci vive un passero che non vedrà più il sole,

incapace di squarciare fumo e polvere.

Su quelle strade imbrattate di sangue

per una guerra che non avrà mai pace,

come può un bambino scorgere la luce

se il freddo della morte è una chimera?

Come vorrei che gli urli delle loro paure

fossero scintille per le nostre coscienze,

forse potremmo pure consolarci

sapendo che non sono morti invano.

Gaetano Catalani Ardore Marina (RC).    1° Classificata Assoluta

 

 Tila di ragnu

Nu cantu d’arcegli gliuma u jornu

e nu hjuhhju i sciroccu t’accarizza,

penzi a sta terra beglia e sfurtunata,

undi l’anima è pigghjàta p’a capizza.

Ammenz’a vigna di racina nira,

nudu i ventu u silenziu addimùra,

pur’i petri rihjàtanu a mmucciùni,

testimon’i ricordi ormai addurmùti.

Valuri antichi c’ancora resìstunu,

edera marcia c’o muru s’appìccica,

tila di ragnu ca i paura si gurda

mentr’u chjumbu l’arcegli scrapìja.

Non dassavanu mancu pemmu parli,

stavi ccìttu mentr’u cori rumbuliàva,

viaggiavi sulamenti c’u penzèru

e nte fermàti puru l’occhj chjudìvi.

Vita stutàta c’a paura cundùta,

ca comu na hjumàra t’allagava,

eri nu hjur’i campu c’appassìa

mentri cadìvi sutt’o focu da lupara.

Nta glia terra ca i raggi schjumìja,

na rosa russa luccica nto pratu

nsemi a farfagli curiusi di vita

c’a zagara cerca pemmu sturdi.

A malerba però non vol’u mori

e a storia si ripeti semp’uguali,

a libertà esti n’aquila senz’ali

e l’orbu c’u mutu s’arripìcchja

 

Tela di ragno

Un canto di uccelli illumina il giorno

e un soffio di scirocco ti accarezza,

pensi a questa terra bella, ma sfortunata,

dove l’anima è presa per la cavezza.

In mezzo alla vigna d’uva nera,

nudo di vento il silenzio si attarda,

pure le pietre respirano di nascosto,

testimoni di ricordi ormai assopiti.

Valori antichi che ancora resistono,

edera marcia che al muro s’appiccica,

tela di ragno che di paura si sazia

mentre il piombo gli uccelli sparpaglia.

Non permettevano nemmeno che parlassi,

stavi zitto mentre il cuore palpitava,

viaggiavi solamente col pensiero

e nelle fermate pure gli occhi chiudevi.

Vita spenta con la paura condita,

che come una fiumara t’inondava,

eri un fiore di campo che appassiva

mentre cadevi sotto il fuoco di lupara.

In quella terra che di raggi spumeggia,

una rosa rossa brilla sul prato

assieme a farfalle curiose di vita

che la zagara cerca d’inebriare.

La malerba però non vuol morire

e la storia si ripete sempre uguale,

la libertà è un’aquila senza ali

e il cieco col muto s’accartoccia.

Gaetano Catalani Ardore Marina (RC) 1° Classificata sulla Libertà

 

Gaetano Catalani vincitore Premio Ischia 2017 Jpeg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante la serata, e sull’antologia, l’Associazione, da sempre portavoce dell’”Officina della Memoria” ha ricordato, anche grazie al fattivo supporto del Centro Ricerche Storiche D’Ambra, un martire foriano per la Libertà: l’Avv. Filippo di Lustro. Altre notizie e l’Antologia 2017  Antologia 2017     scaricabile anche  dall’area download al sito www.giochidinatale.it

Il vice presidente Luigi Castaldi