4) Mio padre era comunista

Al Torrione di Forio l’ultimo libro di Luca Martini

Continua la stagione del libro al Torrione di Forio, questa volta con la presentazione di un appassionato e poliedrico scrittore, che ti avvince fin dall’immagine di copertina. Una falce e martello con segni di rottura, su sfondo rosso, che è sintesi ed emblema di tutto il racconto. Luca Martini, grande narratore che ci accompagna e ci prende per mano in questo viaggio tra i meandri più profondi dell’animo di Virginio, ci consegna un romanzo che è un tuffo negli anni Settanta, stagione di lotte e di conquiste, ma anche di morte e di sconfitte. I protagonisti: Virginio e il padre Armando, comunista dai valori ingombranti con cui è difficile fare i conti.

Virginio, alle soglie dei 50 anni è un ricco imprenditore di successo, abituato al comando e all’arroganza, a comparare tutto e tutti col denaro e il potere. Ma è anche un uomo con un una vita sentimentale in frantumi, forse è la fine del grande amore con la compagna Sandra, quando quel loro viversi insieme sembra ormai essere diventato una natura morta e in decomposizione. È un amante, con cui il sesso, l’unica cosa che li lega, si è fatta consuetudine rassegnata e vuota e, probabilmente, lo è sempre stata. Poi, un giorno, all’improvviso, la vista di una vecchia automobile lo rimbalza prepotentemente in un passato che non può più evitare, la propria infanzia e la figura ingombrante del padre con cui deve fare i conti. Un comunista della prima ora, “duro e puro”, che crede ciecamente “nei diritti e nei doveri e nel sogno di libertà del proletariato”. La sua non è solo una bandiera da portare per le strade, nei comizi di partito e nelle manifestazioni sindacali, ma è qualcosa che sente nel profondo, un insieme di valori che devono farsi vita vissuta ed essere trasmessi. “Quando penso a mio padre, le prime cose che mi tornano alla mente sono i suoi divieti”, ci dice il protagonista, raccontando quell’educazione che gli è stata impartita e del clima che si respirava in casa. Il Natale non era ammesso, considerato una “fiera del capitalismo”, i fumetti non si potevano leggere, l’unica “bibbia” che doveva indicare la via e che si doveva imparare a memoria era Il Capitale e anche il cinema era bandito, salvo rarissime eccezioni, poiché “ideato dai nemici del popolo per addolcire la classe operaia e allontanarla dal pensiero della lotta di classe”. D’altra parte, bisognava seguire i rituali sacri imposti dal capofamiglia: la Festa dei Lavoratori, i ritmi della fabbrica, le iniziative di Sezione e le marce sindacali. Poi, il suicidio di Armando irrompe nella vita di famiglia. Un gesto rimasto senza un perché, fino a quando, dopo tanti anni, Virginio riuscirà a capirne le cause, ma soprattutto incontrerà un Armando diverso da quello che aveva conosciuto, non più il Comunista mitizzato, lontano e odiato, ma un uomo, pieno di dubbi e grandi fragilità e anche di segreti sconcertanti. E che riconosce così simile a sé stesso, più di quanto avrebbe mai creduto o immaginato. Il libro è una storia bellissima di caduta e di rinascita, ma soprattutto di comprensione, perdono e riconoscenza; dove dopo tutto il buio, il male e la sofferenza si fa strada la speranza.

L’Associazione Culturale Radici, conscia del piacere / dovere di diffondere ogni anelito volto alla liberà di pensiero, accoglie con entusiasmo l’ultima fatica di Luca Martini ed invita i gentili ospiti dell’isola e i volenterosi residenti a partecipare all’evento sulla terrazza del Museo Civico Giovanni Maltese lunedì 29 luglio alle ore 21:00.

Dopo la tappa partenopea, “Mio padre era comunista” di Luca Martini si sposta sull’isola di Ischia, al Museo Civico del Torrione, in collaborazione con l’Associazione Culturale Radici, l’autore ne parla con Giuseppe Magaldi, Presidente di Radici e Direttore del museo civico.
A 30 anni dal 1989 la generazione che ha visto cadere il Muro di Berlino fa pace con i propri padri che vissero l’epoca delle grandi ideologie contrapposte, del Sessantotto e della contestazione. Uomini come tutti, con un grande desiderio di giustizia e tante imperfezioni.
Virginio è un uomo di successo che vive un’esistenza agiata alla guida di una importante azienda meccanica in Emilia Romagna. Alla soglia dei 50 anni si ritrova fare i conti con il proprio passato che torna a bussare alla porta con una violenza inattesa: un padre comunista che gli ha insegnato valori ingombranti che non ha mai pienamente condiviso, un’automobile maledetta, segnata dal sangue e da una storia oscura e misteriosa che viene da lontano; una madre assente ma presente nel ricordo e nella capacità di evocare sensazioni e paure non sopite e mai del tutto dimenticate dal protagonista. Pagine dense ed emozionanti, dentro le quali il protagonista compie un viaggio a ritroso alla ricerca di una redenzione difficile ma necessaria, sconfiggendo ad uno ad uno i fantasmi di quell’infanzia che non è stato capace di combattere da bambino, autentiche ombre paurose e misteriose di una vita trascorsa tra sensi di colpa e desiderio di rivalsa.

Qui il booktrailer: https://youtu.be/NJD398113XA

Vendita del libro a cura di Imagaenaria. Edizioni, libreria, stampe antiche.

 

Il Torrione Forio