8) Il filo di poesia

Al Torrione di Forio d’Ischia l’ultimo lavoro della Preside Angela Procaccini.

Un filo sottile, impenetrabile, lega la vita delle persone, e quando l’animo nobile traduce in versi i sentimenti, esso diventa il filo di poesia. Angela Procaccini, emblema della soavità. ma anche duramente provata nel percorso esistenziale, ci onora ancora una volta della sua presenza a Ischia con la presentazione del suo più recente componimento dal titolo Il filo di poesia. Edito da Graus Editore. Il libro è molto scorrevole ma come evidenziato dall’introduzione di Enrico Inferrera, la sua trama percorre un filo che appare sottile ma è resistente e fiero, complesso e leggero, profondo e lucente perché tanti altri sono i momenti, i luoghi, i pensieri, le emozioni che lo compongono.

Ho avuto il piacere di conoscere Angela nel 2007, quando, cercando un personaggio di spicco e di cultura per dirigere l’VIII Premio di Poesia “Ischia l’isola verde”, fui indirizzato a lei, allora Preside dell’Istituto Termico Nautico di Casamicciola. Angela mi accolse con sincero entusiasmo e si dimostrò da subito affabile e geniale. Con la sua presenza di abile mediatrice e raffinata dote di femminilità, il Premio fece un salto di qualità avendo, nel corso degli anni successivi, ampia diffusione, tanto che alla scorsa edizione ha partecipato un poeta di Palma di Maiorca. Nel corso degli anni, oltre ai rilevanti insegnamenti appresi da Angela ho avuto modo di seguirla in diverse presentazioni di suoi libri. Uno in particolare mi ha emozionato: il libro “D” presentato nella sala Aldo Moro di Montecitorio il 22 settembre 2017. L’autrice, vinta con una eccezionale forza d’animo la propria battaglia con la vita, essendo stata colpita da uno dolori più forti che l’esistenza possa infliggere, cioè la perdita della figlia Simonetta Lamberti, ha sviluppato una straordinaria resilienza che le ha permesso di andare avanti e donarsi alle attività sociali. Simonetta il 29 maggio 1982 perse la vita a soli 11 anni a causa di un fallito attentato camorristico rivolto a suo padre, il giudice Alfonso Lamberti, allora consorte della scrittrice. L’esperienza letteraria di Angela Procaccini è la prova del valore terapeutico della scrittura e della poesia: a partire dal’’inguaribile dolore di un lutto incomprensibile, Angela Procaccini cominciò un lungo processo di rinascita spirituale che darà vita a numerosi libri che la porteranno a vincere premi e riconoscimenti letterari. Si ricorda, tra tutti, il toccante incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 20 marzo 2018.

Il filo di poesia, i cui proventi saranno devoluti alla Fondazione Santobono Pausilipon, è già noto a Ischia per il grande successo ottenuto a metà luglio scorso presso la Torre del Molino. L’antologia poetica viene ripresentata al Torrione di Forio. sabato 14 settembre 2019 alle ore 20.30 Dopo il benvenuto agli ospiti del Presidente Giuseppe Magaldi e i saluti istituzionali del Sindaco Francesco Del Deo, Angela in colloquio con la Professoressa Anna Robustelli di Napoli, e la giornalista Sharon Galano sciorinerà il filo di poesia che avvolge la vita dell’umana specie.

Angela Procaccini.

Dirigente scolastico, prima presso l’Istituto nautico di Ischia, poi a Napoli al “Duca degli Abruzzi”, quindi presso la Fondazione “Regina Coeli”, e presso lo storico “Istituto Bianchi”.  È stata per molti anni membro della Commissione Adozioni Internazionali presso Presidenza Consiglio Ministri e tutore per bambini affidati. Oggi collabora in progetti sociali e formativi per lo più legati al mare e ai giovani, con il Comune di Napoli (Assessorato al bilancio Vicesindaco Enrico Panini).

Laureata alla Federico II in Lettere classiche, ama la Poesia e la Pittura. È tra i membri dell’Associazione Peripli di Roma per la cultura del Mediterraneo ed è stata organizzatrice e coordinatrice, prima del progetto “Leggiamoci fuori scuola” dell’Associazione Alfredo Guida ONLUS per la promozione della cultura fra i giovani, coinvolgendo nella lettura cinquanta e più scuole campane e migliaia di studenti, poi del nuovo Progetto “Viaggio lib(e)ro” con la Graus editore. Ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti e premi, tra questi: nel 2004 è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica e poi nel 2012 di Ufficiale della Repubblica. Ha ricevuto il Premio Masaniello (in Piazza Mercato) per personalità napoletane particolarmente distintesi nel lavoro a settembre 2011, come ha anche ricevuto il Premio Nettuno delle Acque dall’Arcipesca FISA, il Premio “Il Golfo” dell’isola di Ischia, il Premio “Partigiana dei ragazzi” dall’”Associazione Margherita Cerasuolo”, infine nel 2014 il Premio “La Catena” dall’Associazione dei Vigili del Fuoco “Carlo La Catena”. È sempre stata nominata componente del Senato dell’Università di Milano Il 19 maggio 2017, durante la Giornata Europea del Mare” celebrata presso la Stazione Marittima di Napoli, alla presenza di oltre 700 persone, fra personalità istituzionali e studenti, il Sindaco Luigi de Magistris e l’Assessore Enrico Panini le hanno consegnata la Medaglia di bronzo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con la seguente motivazione:

“Si conferisce la Medaglia di bronzo del Presidente della Repubblica alla Prof. ssa Angela Procaccini per l’alto valore del suo messaggio umano, sociale e culturale diffuso ad ampio spettro, dal campo dell’Educazione a quello della Formazione, dal campo della Legalità a quello della Cultura in senso lato. Sempre attenta alle giovani generazioni e sempre aperta allo spirito di Solidarietà “

Da ottobre 2017 Angela Procaccini è Consigliere del Consiglio Direttivo del Club Atlantico di Napoli (emanazione della NATO) con particolare riferimento alla formazione.

Inoltre, a marzo 2018 Angela Procaccini è stata invitata al Quirinale, dove ha avuto modo di parlare con il Presidente Mattarella nel Salone degli Specchi e dove ha ricevuto parole di ammirazione e gratificazione da parte del Presidente stesso. Nel buio più profondo è riuscita a trovare, grazie anche all’Amore, in particolare all’amore verso i suoi allievi, l’orgoglio e il riscatto che le hanno permesso di uscire definitivamente dalla situazione di emarginazione e disagio in cui si trovava. Come ama ripetere “il segno distintivo di una scuola che funzioni è la capacità di tendere la mano verso tutti i ragazzi, particolarmente verso chi attraversa momenti di difficoltà nel suo percorso di evoluzione, reso ancora più difficile dal contesto sociale, ormai privo di veri valori e superficiale nei confronti dei ragazzi”. E con determinazione sottolinea che “In molti dei nostri ragazzi siamo riusciti a creare quel “nucleo caldo”, fatto di valori e di idee, che li aiuterà a confrontarsi con le difficoltà della vita in modo propositivo”.

L’ispirazione proveniente dal dolore, una discesa all’inferno che ha lasciato segni indelebili nel suo animo, è quella che le ha permesso di mettere su carta il suo vissuto. Anche se il silenzio è stato il suo primo compagno dopo la tragica vicenda che l’ha colpita, Angela ha introiettato il dolore e se n’è servita per riflettere sugli accadimenti della vita, trasformandolo in forza espressiva attraverso pagine dove la sofferenza e lo smarrimento sono una energia che trasforma. I suoi libri, una volta letti non li dimentichi più: nel 1983 “Simonetta: come farfalla di maggio” con la prefazione di Alberto Bevilacqua (Sugarco ed.), nel 2001 “Nebbie” (Guida ed.), nel 2002 “Angeli senza ali(Guida ed.), nel 2005 “Sguardi” (Guida ed.), nel 2008 “La Ninfa dei fiori” (Guida ed.), nel 2011 “Lunghi capelli” (Guida ed.). Del 2015 è invece l’ultima opera di Angela Procaccini, “Ded. Graus, con prefazione di Bianca Berlinguer, Direttore del Tg 3. Una serie di racconti con protagoniste donne, di diverse età e diversi contesti sociali. Un libro che ha avuto grande successo, testimoniato da premi e da inserimenti in eventi di notevole importanza. Le poesie, come i racconti di Angela, ti entrano dentro, perché attraverso un linguaggio ricco di metafore e similitudini la parola si fa immagine e tu la vedi, la senti. Il suo è un parlato spontaneo e senza forzature, il suo modo di essere ed essere stata. C’è molto dolore in questa donna, ma è dolore prezioso, che ha senso, e serve.

Il giorno 22 settembre 2017, nella Sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio a Roma ha presentato il libro “D” Racconti di donne, alla presenza di personalità istituzionali e culturali. Nuovamente ad aprile 2018 il libro “D” è stato presentato nella Biblioteca della Camera dei deputati.

Una volta rivolgendosi ai suoi colleghi e docenti ha espresso l’auspicio “Che la vita vi possa sorridere, sempre, perché voi possiate diventare il sorriso della vita dei ragazzi a voi affidati”.

La sua vita è una grande storia di cui bisogna leggere ogni pagina, dalla prima fino all’ultima, con le lenti dell’Amore se si vuole capirne il senso e la forza.

L’Associazione Culturale Radici, onorata di presentare l’ultima fatica di Angela Procaccini invita i concittadini isolani e il vastissimo pubblico ospite a partecipare alla presentazione del libro sabato 14 settembre ore 20.00, presso il Museo Civico “Giovanni Maltese al Torrione di Forio.

Luigi Castaldi

Un filo di poesia per cucire stralci di vita

di Tjuna Notarbartolo

 Sono dense di luce e di malinconia, le poesie di Angela Procaccini. Sono delicatissime e avvolgenti, come seta. Angeli reduci da un qualche martirio, momenti redenti dal tempo del dolore.

Le pagine di “Il filo di poesia”, scorrono lievi e cariche di senso, di ricordi, di presente, di un qualche amore, di colore. Il rosso, per esempio, che evoca la grazia e lo strazio, che urla, oltre il muro del sangue che resta indelebile, un’acuta voglia di vita.

È un tessuto caldo, questo libro, ricamato da mano sapiente e riguardosa, con un filo di poesia, di parole che scandagliano, di parole che vanno a cercare, di parole che trovano. E le parole non sono mai innocenti. Rivelano cose malgrado sè stesse, ogni volta che si compiono. Dichiarano sentimenti, affetti, effluvi e immagini della natura, una fuga in avanti verso una ricerca di azzurro, che possa rinfrescare l’animo. Ma molto spesso questo azzurro di respiro leggero, di schizzo di mare, diviene il blu agitato di onde in tempesta.

C’è sempre, nel ritorno perpetuo di una mente che non può dimenticare, un dolore che nessuna voce può raccontare, che ammutolisce e toglie il fiato. Un punto nel passato che diviene eterno presente, sospeso in immagini semplici, in pochi gesti, in particolari che faremmo di tutto per poter afferrare ancora: una gota, un sorriso, un bacio di labbra bambine.

Versi danzanti, nei quali si nuota come in un’apnea. E che consentono sempre di ritrovare un’uscita verso la luce, verso l’aria, verso la speranza.

La metrica è misurata, distesa, in equilibrio su un’armonia interna e costante. Un tono pacato di chi non ha fretta, di chi sente e scrive, infilando lettere sul cordoncino dei ricordi, per salvare frammenti, per salvarsi grazie a quei frammenti.

Ad ogni apertura ci sono ex ergo di molti poeti, Nizzar Qabbani, Mario Luzi, Maria Luisa Spaziani, Charles Baudelaire, Paul Eluard: un gioco di specchi, rimandi lessicali, altre scritture, per far rimbalzare un’eco che s’infrange contro altre solitudini.

Dunque c’è il tempo, che si divide tra un prima ed un dopo. C’è un centro, intorno al quale si dipana il tempo.

Dunque c’è un punto di non ritorno, una perdita che si trasforma in lontananza, e un centro, che trasforma l’abisso in vuoto da colmare.

Dunque c’è il dolore, che è giusto in mezzo, tra la vita e la disperazione e, ancora una volta quel centro, che suggerisce un’insperata via luminosa.

Se c’è una parola chiave, la più raggiante, la più dolente, è la parola amore. Unità di misura di tutte le cose, di quelle che sono e di quelle che non sono; di quelle che non sono più, e di quelle che saranno per sempre.

Di qui una sorta di rassegnazione che muta pelle e diviene contemplazione. Con tutta la consapevolezza di una presenza più grande. Bisogna solo superare la fatica di dare a quel centro, a quell’amore, la coniugazione giusta: sei stata, sei, sarai.

Angela Procaccini coniuga modi e tempi del sentimento più vasto, afferrando le gocce, l’eterno che c’è in ogni brevità.

La vita è un attimo. L’amore è un attimo.