Luigi Coppa

Biografia Luigi (Gino) Coppa

1934 – 4 gennaio – Nasce a Forio d’Ischia Luigi Coppa. Il padre è un tecnico con­duttore di caldaie a vapore per l’edilizia, la madre sarta. In quel periodo l’isola d’Ischia, la più grande e fertile del golfo di Napoli, era di economia prettamente agricola, con pro­duzione intensa di vini. Il momento storico doveva avere sul neo­nato una particolare importanza, quasi premonitrice. L’Italia mussoliniana stava preparando la sua impresa d’Africa.

1937 Giovanni Coppa, padre di Luigi, parte infatti per l’Africa Orien­tale Italiana (ex Regno di Etiopia di Haillé Selassié) al seguito dell’impresa di costruzione Astaldi destinata a “tracciare sul suolo sacro dell’Impero le nuove strade della civiltà fascista”. Giovanni Coppa che ha lasciato il piccolo Luigi di non ancora tre anni lo rivedrà soltanto dieci anni dopo, nel 1947.

1944 Nell’Italia del Centro-Sud che esce dalla guerra che ha aggravato ancor più lo stato di miseria ed indigenza dell’isola d’Ischia, particolarmente decentrata economicamente, Luigi Coppa incontra il pittore locale Francesco Paolo Mendella e, affascinato, decide di diventare pittore.

1945 Primi tentativi di studi organici ad orientamento artistico di Luigi undicenne. Musica con lo zio Giuseppe Colella, organista di chiesa, e primi tentativi di pittura con colori ricavati raschian­do i muri delle case e da piante ed animali.

Le gravi ristrettez­ze economiche del momento, l’assenza del padre, prigioniero degli inglesi in Eritrea, la povertà generalizzata del piccolo centro isolano, lo costringono però a tralasciare le sue prime passioni.

Luigi Coppa per sopravvivere si fa garzone di fabbro, di falegname, di barbiere e di sarto, occupazioni queste che, a sua insaputa, gli serviranno negli anni della maturità a completare le sue doti artistiche con riferimenti eterogenei a tutte le altre arti applicate.

1946 Con la fine della guerra e il ritorno della pace nel mondo, anche l’isola d’Ischia si apre alla curiosità esterna. Giungono a Forio i primi poeti, letterati, pittori e scultori, italiani e stranieri che incantano, con la loro ventata di novità, il dodicenne Luigi. Alcuni di loro avevano già abitato Forio prima della conflagrazione mondiale, come Werner Gilles, Hans Purmann ed Eduard Bargheer che egli conosce ed incontra con assiduità. E’ proprio su segnalazione di quest’ultimo che il cardinale Luigi Lavitrano, originario di Forio, si interessa ai tentativi artistici del piccolo Luigi e per agevolare i suoi studi gli offre la tessera gratuita di “libero percorso” sulle autolinee dell’iso­la d‘Ischia evitandogli la fatica di recarsi alle scuole, disloca­te molto lontane da Forio, a piedi.

1947 Primo incontro di Luigi col padre Giovanni rilasciato dalla prigionia africana e rientrato a Forio.I racconti paterni delle me­raviglie d’Africa stamperanno per sempre nella mente dell’artista in erba l’esigenza psichica e fisica di rivivere le stesse cose. Quando un anno dopo il padre riparte per il Kenya al seguito del­l’impresa Astaldi per tracciare, questa volta, “le vie di un mon­do nuovo”, il piccolo Luigi attenderà ogni tre anni il suo ritor­no periodico per rinnovare e alimentare di nuove speranze il suo desiderio di “scoperte d’Africa”.

1951 – Entra all’Istituto d’Arte di Napoli come allievo di Chiancone, Striccoli, Verdecchia e Parente. Incontra e conosce il pittore napoletano Emilio Notte a cui fa visita varie volte nel suo stu­dio dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.

1953 Espone al Palazzo delle Esposizioni di Roma nell’ambito della mostra “L’arte nella vita del Mezzogiorno d’Italia” e al “V° Premio Nazionale di pittura “Golfo della Spezia.

1954 Undici suoi disegni sono esposti alla mostra didattica degli allievi dell’Istituto d’Arte al “Circolo Artistico di Napoli” e ciò gli dà l’occasione di essere elogiato dai critici Paolo Ricci su “L’Unità” e Alfonso Garofalo su “II Giornale”.Consegue col 1° Premio il diploma di “Maestro d’Arte” all’Istituto d’Arte di Napoli.

1955/56 Inizia i suoi primi viaggi di studio ad Orvieto, Arezzo, Firenze, Venezia e Padova. Conosce a Forio il pittore Hans Purmann .Espone alla VIIa Quadriennale d’Arte di Roma. Ciò gli dà l’occasio­ne di trascorrere alcuni mesi nella capitale e di frequentare la locale élite artistica, incontra tra gli altri Renzo Vespigniani e Amerigo Tot. Frequenta inoltre un gruppo di intellettuali ed artisti turchi.

1957 Primo viaggio di lavoro e di esposizioni in Germania. A Forio in­fatti egli incontra la scultrice Emi Roeder e la gallerista e mecenate tedesca Hanna Bekker vom Rath la quale gli mette a disposizione uno dei suoi studi nella “Blaue Haus” di Hofheim am Taunus, dove egli dipinge per tre mesi ispirandosi ai paesaggi del Taunus. Le opere di tale periodo vengono esposte in una prima mostra ad Hofheim  e a Francoforte.A Höchst partecipa alla “Internationale Ausstellung für Malerei” indi visita con Hanna Bekker musei di diverse città della Germania incontrando e conoscendo personalità dell’arte e della cultura. A Stoccarda rende visita, nel suo studio, alla pittrice Ida Kerkovius da lui già incontrata a Forio nel 1952.Agli inizi di ottobre parte alla volta di Istanbul, dove, a cura del centro Studi Italiano, espone al “Moderno galerisinde”. Tale primo impatto con il mondo extra europeo è fondamentale per il giovane Coppa che si trattiene due mesi ad Istanbul ospite dell’avvocato Rekin Teksoy e du­rante i quali frequenta 1’intellighentia cosmopolita locale. Il 19 dicembre parte da Istanbul per Kampala (Uganda) al fi­ne di incontrare il padre.

1958 Lungo soggiorno in Uganda col padre e viaggi in Kenya, Congo e Ruanda- Urundi.A Kampala ,partecipa alla Mostra Annual Exhibition of Painting, “The Uganda Arts Club”.Ritornato a Forio carico di bozzetti ed acquerelli, la mente ancora frastornata di esotismo, realizza, praticamente di getto, un primo ciclo di quadri ad olio ispirati all’Africa Nera. Hans Purmann e Bargheer visitano il suo studio per vedere tali opere. Nel frattempo Forio d’Ischia e il suo “Bar Internazionale” sono diventati il centro di confluenza di artisti ed intellettuali di ogni tendenza e paese. Coppa si lega d’amicizia con François Bondy, Marianne Duvoisin, Carlo Muscetta, Mara Muscetta, Fran­çois Fejto, Woelffer Emerson, Franco Girosi, ed altri.

1959 Esposizione personale alla “Galerie Lambert” a Parigi organiz­zata da François Bondy, direttore della rivista Preuves e dall’intellettuale polacco Kot Jelenski, direttore della galleria.

Soggiorno di due mesi nella capitale francese con incontri ri­petuti con artisti ed intellettuali tra cui Jan Lebenstein, Stancic, Maeda, ecc.

I960 Viaggi e permanenze in Austria e Svizzera. A Graz è ospite di Erika e Erik E. Kastner, a Zurigo di Hans Peter Roth. La moglie di questi, la scultrice Annemarie Grieder Roth gli offre per sei me­si il proprio studio dove egli lavora per presentare una mostra alla “Galleria Laübli” in coppia con Hanny Fryes. L’esposizione è organizzata dalla fotografa Bettina e dall’architetto Ello Katzenstein già conosciuti a Forio d’Ischia due anni prima. La permanenza a Zurigo gli offre l’occasione di frequentare, con l’amico Leo Zanier e il pittore spagnolo Manolo Bea l’ambiente artistico e intellettuale locale che ha, come punto d’incontro, la “Botega espanola”.Rientrato a Forio d’Ischia sposa in ottobre Anita Verde, figlia del poeta locale Giovanni Verde. Dall’unione nasceranno tre figli: Teresa, Marianna e Giovanni.

I96I/64 Lavoro intenso e ritirato nello studio di Forio d’Ischia per rea­lizzare una serie di  olii di grandissimo formato ispirati a scene di “caccia grossa” e “mercati” dell’Uganda.Espone a Roma, alla libreria Einaudi, a Forio d’Ischia, alla libreria Mattera e partecipa al “Premio Nazionale di Pittura Ischia”.

1965 Personale alla galleria “Bremer” di Berlino con “Afrikanischer Mythos” che sintetizza la sua esperienza pittorica derivata dall’Afri­ca Nera. Presentazione al catalogo di Eduard Bargheer. La sua recentissima condizione di padre lo ispira ai primi studi sui bambini e sui giocattoli.

1966 In occasione dell’esposizione “Hommage a Pablo Picasso” si reca a Parigi con Hanna Bekker vom Rath. Conosce Ossip Zadkine e Josè Palmeiro che gli farà visita a Forio.

E’ presente con quattro acquerelli alla rassegna di artisti del­la galleria “The Contemporaries” di New York.

1967/68 Viaggi vari a Roma per incontri ripetuti con Hanna Bekker vom Rath; in Tirolo ospite degli amici e collezionisti Lotte e Karl Ronkel, dove dipinge i paesaggi del “Macbachiock”; a Colmar in Francia per studiare l’opera di Mathias Grünewald; a Venezia per la Biennale d’Arte.

1968/69 Lavora agli acquerelli di grandi dimensioni ispirati ai “Bambini”, ai “Giocattoli” e agli “Amanti”. Personali al “Kunstkabinett Baedeker” di Essen e alla “Osram Haus” di Monaco di Baviera.

1970 Viaggio a Zurigo per la grande esposizione “Die Kunst von Schwarz-Afrika”. Antologica personale alla galleria “Seifert-Binder” di Monaco di Baviera che viene segnalata con la “Rosa TZ” come migliore mostra della settimana a Monaco.

1971 Antologica personale alla galleria “II Fauno” di Torino.

1972 Viaggio in sud Italia e in Polonia.

Personale alla galleria “Seifert-Binder” di Monaco di Baviera.

1974 Espone nuovamente alla galleria “Seifert-Binder” di Monaco di Baviera in contemporanea ad una mostra di opere

dello  scomparso Alexander Kanoldt.

1975 Mostra personale alla galleria  “Toninelli Arte Moderna” di Roma, promossa dal pittore Renato Guttuso, e al  “Centro  Culturale Rizzoli”  di Lacco Ameno, organizzata dal critico e storico dell’arte Paolo Ricci.A Forio il suo studio diventa punto d’incontro per artisti ed intellettuali internazionali. Gli fanno visita regolarmente François Fejto, Marianne Duvoisin, Paolo Ricci, Renato Guttuso, Libero Bigiaretti, Natalino Sapegno, Carlo Muscetta e sua figlia Mara, Edoardo Malagoli, Graziella Pagliano, Enrico Giuffredi, Libero De Libero, Marion Dönhoff, Barbara von Brück, Christine e Gerhard Polt, Willy Maywald e molti altri.

1976 Primo viaggio in Marocco. Inizia la ricognizione del mondo del Maghreb le cui esperienze alimentano ancora oggi la sua produzione artistica. Personale alla galleria “Mediterranea” di Napoli.

1977 Realizza una grande tela raffigurante l’uccisione di un elefante. Renato Guttuso e Gustav Kahnweiler visitano il suo studio per vedere il grande Safari.Incontra e si lega d’amicizia con il pittore Willy Oltmanns e sua moglie Lilo.

1979 Si reca a Varese per eseguire una serie di litografie ed è ospite a Velate di Mimise e Renato Guttuso. Mostra personale alla galleria “Kontraste” a Worpswede.

1980 Viaggio di studio e di lavoro in Grecia con l’amico Taki Calise.

1981/82′ Viaggio di studio e di lavoro in Tunisia ed Algeria. Sono di questi anni gli acquerelli di grande formato ispirati ai paesaggi, ai mercati e, alle donne del Maghreb. Personali alle gallerie “Im Achtersteven” di Kampen/Sylt e “Toledo” di Napoli.

1983 Antologica personale  alla Städttische Galerie “Haus Coburg” di Delmenhorst promossa dagli amici Lilo e Willi Oltmanns.

1984 Personali alla” Vieille Charité” di Marsiglia e alla galleria “Seifert-Binder”  di Monaco  di Baviera.

1985 Viaggio di studio e lavoro in Tunisia, Algeria, e Marocco con il figlio Giovanni e l’amico fraterno Andrea Castaldi. Personale “Maghreb 1976-1985″ al Castello Aragonese” di  Ischia.

1986 Conosce l’industriale austriaco Otto Haase. Il comune amore per l’Africa li porterà ad intraprendere insieme due lunghi viaggi in Marocco. Personale  al  “Der Kunstkreis” Rolf Flemes Haus  di Hameln.

1987 Personale al Museo del Torrione, Forio d’Ischia.

1989 Viaggio in Algeria con l’amico fotografo Bernard Lesaing. Il direttore del Centre Culturel Français di Algeri  Pierre Bertier  organizza una mostra itinerante nelle sedi di Annaba, Costantina, Orano,Tlemcen e Algeri che viene accolta con vivo interesse dai critici e dal pubblico algerino. Si reca a Blida per fa visita alla pittrice algerina Baya, una delle fondatrici dell’arte contemporanea Algerina.

1990 In Austria viene pubblicata la monografia Luigi Coppa (Wilhelm Steinböck /Akademische Druck- u. Verlaganstalt. Graz) finanziata e fortemente voluta dall’amico Otto Haase.

1991 – Mostra antologica allo Stadtmuseum di Graz.

1993 Viaggi in Francia, Spagna e Marocco.

1996 – Mostra personale a Villa Niscemi, Palermo In occasione della mostra personale nello Schloßhotel Friedrichruhe, il Museo Würth acquista sette opere di Coppa.

1997 Riceve in premio dalla città di Monaco di Baviera un soggiorno di studio nella villa Waldberta sul lago di Starnberg, luogo d’incontro e di lavoro per artisti e scrittori europei.

1998 Mostra personale Galerie Trummer Graz Mostra personale Galleria EloArt, Forio

2001 La Regione del Veneto e la Città di Padova gli dedicano un’ampia personale a Palazzo del Monte.

2002 Mostra personale alla Galerie Hotel Leipziger Hof, Lipsia

2003 Mostra personale alla Galerie Culture et Animation, Beausoleil, Francia.

2004 In occasione del suo settantesimo compleanno, il Comune di Forio lo festeggia con una mostra antologica al Museo del Torrione e con una mostra di bozzetti di viaggio alla villa Visconti, sede della fondazione La Colombaia dove viene anche presentato il volume Bozzetti maghrebini pubblicatoin Germania da un gruppo di amici ed estimatori tedeschi.

2007 Mostra personale Complesso Museale di Villa Arbusto, Lacco Ameno/Ischia

2008 Espone insieme al collega tedesco Gerd Dengler nel Kunst-und Gewerbeverein, di Regensburg. Prende parte alla mostra Arte senza confini. Le mostre itineranti di Hanna Becker vom Rath 1952 – 1967 nello Stadtmuseum di Hofheim, dove la sua Chiesa di Hofheim (1957) è esposta, tra gli altri, accanto ad opere di Dix, Klee, Nolde e Kandinsky.

2009 Nel mese di giugno la rivista tedesca PM History gli dedica un ampio articolo-intervista.

2010 Mostra personale alla Kreissparkasse di Monaco di Baviera

2011 Mostra personale al Palazzo Pretorio di Certaldo/Firenze

2014 E’ presente con due opere nella mostra “Da Guttuso a Matta. La Collezione Valenzi per Napoli”, Maschio Angioino, Napoli.

Luigi Coppa vive e lavora a Forio (Isola d’Ischia).

 

Ad occhi aperti

 A Forio vive e lavora in solitudine (ma con occhi aperti su tutto quel che succede) il pittore Luigi Coppa.

Non si può non accennare alla “particolarità” dell’isola d’Ischia «Vasta quanto un continente» dice il poeta Libero de Libero; e che assolve questa funzione di «continente», assai differente da Capri, per la funzione che ha assolto e svolge: Basti pensare a chi sono gli “stranieri”, tedeschi, inglesi, americani, ed anche italiani di grande prestigio intellettuale, come Libero de Libero, Sapegno, Bigiaretti, Visconti, De Angelis, che vanno e soggiornano a Ischia, e a come ci vanno. Non per vacanza o “buen retiro”. La presenza di questi “stranieri” è attiva sull’isola; essi hanno contribuito e contribuiscono a generare un clima culturale particolare, internazionale, che suscita obiettivamente molte energie culturali locali. Luigi Coppa è il frutto più interessante di questo clima. Quanto Coppa abbia assimilato e condotto ai propri fini, per esempio, di una certa tradizione “acquarellistica”, è facile vedere, ma ciò che più conta è il modo totalmente originale col quale Coppa ha stravolto tale tradizione; il suo “salto qualitativo”, a cui non è estraneo il fatto di aver allargato la dimensione dell’acquerello, fino a desiderare di poter ricoprire superfici sempre più grandi con la sua pennellata gravida di acqua, intensa, profonda, decisa, aggirante, determinante.

Bisognerebbe vedere insieme agli acquerelli i suoi quadri ad olio, piccoli, grandi e grandissimi, i quadri africani, i guerrieri e i bisonti, per capire il senso di questo suo modo di abbattersi sul foglio e di allargarlo di forme, di corpi (i bambini e il loro giocare, nudi, ecc.) che diventano magiche, evocatorie, sino a far diventare Ischia una nuova Tahiti. Ritengo Coppa una voce originale e potente e spero che lo si possa vedere in una mostra completa delle migliori sue opere, a partire dalla ricca produzione africana, ai grandi acquerelli e disegni dell’ultimo periodo.

 

Roma 1976                                                                             Renato Guttuso