L’uomo e il mare

La fotografia rappresenta un gioco per la giovane Giulia Castagliuolo, dunque una vera e propria evasione dalla realtà, un mondo segreto in cui rifugiarsi e dove gli altri non sono ammessi. Nata a Lacco Ameno (Ischia) nel1998, trascorre la prima parte della sua infanzia rapida e felice prima a Lacco Ameno e poi a Forio d’Ischia. Nel 2002 la nascita della sorella Laura condiziona profondamente la sua vita. Le prime foto sono scattate all’età di otto anni, in un momento di chiusura dovuta a difficoltà relazionali con i propri coetanei. La produzione d’immagini s’intensifica nei periodi in cui è presente, durante i ricoveri ospedalieri della sorella, dichiarata diversamente abile, alle scene di sofferenza e angosce umane. Nel 2013 le porte di questo suo personalissimo spazio finalmente iniziano ad aprirsi, grazie alla madre, che la spinge a frequentare il corso di fotografia dell’associazione Luca Brandi ONLUS, diretto dal fotografo ischitano Enzo Rando. Un anno dopo, Giulia è a Parigi, dove collabora con la zia pittrice Angela Bonavita, esponendo per la prima volta le sue foto a Belleville. E’ proprio grazie all’influsso della pittura di quest’ultima, che il suo stile comincia a definirsi. A Febbraio del 2014 conosce a Roma la curatrice degli eventi artistici – culturali degli “Amici del Granaio”, Cristina Eidel, la quale, rimasta colpita dagli scatti della giovane ormai liceale, le propone di partecipare alla mostra nel Granaio di Santa Prassede “Sogno quindi sono”. Attualmente le sue foto “identità incerte, identità diffuse” sono esposte fino al 30 aprile 2016 presso il Room hotel di Roma.

“La macchina fotografica può rivelare i segreti che l’occhio nudo o la mente non colgono, sparisce tutto tranne quello che viene messo a fuoco con l’obbiettivo. La fotografia è un esercizio d’osservazione”  Isabel Allende.

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