GIA.D’A

I Fiori di Giada

Da sabato 19 marzo al Torrione di Forio la mostra < Senza titolo >

E’ il 1939 quando, in un’isola già nota come una delle perle del mediterraneo e destinata a essere rinomata come giardino d’Europa, nasce Giacinto D’Ambra. Fin da giovanissimo sviluppa un’innata predilezione per il mondo dell’arte e dell’emozione.E’ proprio l’emozione, infatti, o meglio la capacità di emozionarsi e di regalarsi piacevoli sensazioni, a offrire la linea guida indispensabile per leggere tra le righe delle mutevoli creazioni di GIADA, primo e unico nome d’arte prescelto dal pittore foriano. L’artista, infatti, non si limita a rappresentare ciò che lo circonda, ma intende consapevolmente trasfondere nei dipinti, il proprio vissuto interiore, reinterpretando, a volte giocosamente, la realtà. La passione artistica procede di pari passo con i frequenti viaggi, in special modo nella Germania del Nord. Nelle gallerie di Amburgo, conosce Gerhard Richter, da cui il talento nascente trae nuove prospettive e stimoli da tradurre in tele e tavole colorate.

GIADA ha una personalità forte e vitale e trasmette alle sue opere la forza del proprio essere. Coltiva profondamente le amicizie, con cui condivide spesso il gusto per la buona tavola e cerca, quasi fosse un’urgenza espressiva, di rappresentare ciò che sente. Tra le sue frequentazioni figurano artisti del calibro di Bargheer, Bolivar, Ernst Bursche, Taki Calise, Mariolino Capuano, Gino Coppa, Marco Cortese, Giovanni De Angelis, Manuel Di Chiara, Raffaele Di Meglio (Monna Lisa), Antonio Macrì, Gabriele Mattera, Giuseppe Olivieri, Peperone, Giuseppe Renzullo, Gian Luigi Verde. L’arte di GIADA, come assimilato da Richter, è densa di tensione tra la realtà oggetto del dipinto e quella creata dal dipinto stesso. Una sua peculiarità è nell’aver dipinto “con tutto e su tutto” percorrendo gli spazi dal paesaggio al figurativismo fino a giungere all’astratto, tema sul quale attualmente si cimenta, quasi trasformando le sue tele in ritagli materici di juta o di altri tessuti. Come sempre, GIADA cerca di stupire il pubblico coinvolgendolo e lasciandolo entrare nelle sue creazioni. Questa volta lo fa già dal nome < Senza titolo> vuole appunto giocare a nascondino, lasciando, al fanciullo che è in ognuno di noi, la facoltà di aggirarsi all’interno delle sue opere , scoprirne i meandri reconditi e, eventualmente, qualora ne sentisse la necessità, dar loro un nome. E scoprire, quindi, che il nostro Giacinto, i titoli per entrare nell’olimpo degli artisti ce li ha tutti.

GIADA vi attende al Torrione di Forio dal 19 marzo al tre aprile dalle 18.30 alle 21.30. Ingresso libero

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