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Il Torrione di Forio

Il Torrione è la torre più grande e più antica di Forio. Fù costruita a spese della Università di Forio nel 1480 come torre di avvistamento e di difesa, per far fronte alle incursioni piratesche cui la città era particolarmente esposta. Alcuni fanno risalire il monumento ai primi decenni del XVI secolo in base ad un rapporto sulla situazione di Forio e dell’isola d’Ischia, presentato alla Regia Camera della Sommaria nel 1574,conservato nell’Archivio di Stato di Napoli. L’autore della relazione, Pirro Antonio Stinca, scrive di “ un grosso torrione edificato a spese del proprio Casale de Foria che, per detta opera hanno preso a interesse da settecento ducati, quale teneno ben nutrito de alcuni pezzotti di artiglieria di ferro, un pezzo de brunzo et altre arme per sua defensione.” ( Delizia 1987 p. 150).
L’Università di Forio, dunque, già allora oberata di debiti, per l’edificazione della torre,si indebitò ulteriormente per circa settecento ducati. Ques’importante struttura difensiva, fù edificata su uno spuntone di roccia tufacea in posizione strategica, in prossimità della spiaggia, in modo da dominare dall’alto il porto. La forma circolare consentiva una visuale completa ed era la più adatta anche per l’angolazione dei cannoni. Come testimonia D’ Ascia (1867), la torre era infatti dotata di quattro cannoni di bronzo che ,una volta cessato il pericolo delle incursioni piratesche, furono utilizzati per sparare a salve durante le festività. Questa usanza durò fino al 1788, anno in cui fu proibita, in seguito a un incidente avvenuto durante la festa dell’Incoronata del 29 luglio 1787, che costò la vita ad un artigliere della torre. Come per tutte le altre torri esterne di difesa munite di artiglierie, fino al XVII secolo , a sorveglianza del Torrione, c’era una vedetta detta torriere, nominata annualmente dal sindaco in carica, che aveva il compito dare l’allarme in caso di avvistamento di navi nemiche e di comandare la guarnigione che alloggiava al primo piano.
Il piano inferiore era utilizzato come magazzino per i viveri e l’artiglieria; ed era stata ricavata anche cisterna per la raccolta dell’acqua piovana. Il Torrione diede l’avvio all’edificazione di una serie di altre torri di avvistamento, difesa e rifugio sia a pianta circolare che quadrata, in prossimità del porto, allo sbocco di una strada o nelle zone più interne,coltivate dagli abitanti di Forio. Queste torri furono costruite dalla popolazione soprattutto nel XVI secolo quando si intensificarono gli assalti dei pirati (disastroso quello di Ariadeno Barbarossa del 1544, cui seguirono le scorrerie di Dragut e di altri corsari) fino a formare un efficace e ininterrotto sistema di fortificazioni sul territorio. La suddetta relazione del 1574 attesta l’esistenza di sette torri “ et in lo sopradetto casale de Foria si vedono edificate sette Torre de particolari citadini ben munite d’arme, nele quale se ponno salvare la gente de detto casale, quando è correria di Turchi” ( Cfr. Monti 1980,p. 625 e Delizia 1987 p. 150 )

Nel 1800 il Torrione fu trasformato in carcere; seguì un periodo di abbandono, come testimoniano l’atto del 17 novembre 1844, in cui il Decurionato deliberò di stanziare venti ducati per “urgenti riparazioni bisognevoli allo antico torrione” e lo stesso D’Ascia che lo dice inutilizzato ed in rovina. Nel 1900 fu adibito a museo per ospitare una raccolta di opere dell’artista foriano Giovanni Maltese. In seguito al terremoto del 28 luglio 1883 (che rase al suolo Casamicciola e colpì buona parte di Forio, tra cui l’abitazione dello scultore) il Maltese ottenne in enfiteusi (equivalente all’attuale comodato d’uso) l’edificio, e lo adibì a ad abitazione e studio.
Sebbene una delibera comunale del 1969 avesse sancito in seduta straordinaria provvedimenti urgenti per assicurare la stabilità del Torrione (alcuni merli minacciavano di cadere) e di destinare il monumento a scopi culturali, Sardella (1985) e Delizia (1987) testimoniano che la torre era abbandonata e in stato di pericolosa fatiscenza, mentre fino a pochi anni prima, vantava il miglior stato di conservazione tra le torri costiere .
Attualmente, dopo il restauro effettuato negli anni Ottanta, la sala inferiore è sede del Museo Civico del Torrione ed è utilizzata per mostre temporanee, quella superiore ospita il Museo Civico Giovanni Maltese ove sono conservate le sculture e le pitture lasciate al Comune dalla moglie,la pittrice inglese Fayrer Fanny Jane.
Struttura
Il Torrione domina, con la sua alta mole, l’abitato foriano del lungomare, all’interno di un contesto urbanistico ed architettonico di notevole valore in cui spiccano alcune pregevoli costruzioni settecentesche, quali Palazzo Covatta, il Palazzetto, situato proprio di fronte alla torre.
La torre, a pianta circolare e copertura piana a terrazzo, si sviluppa su tre piani di cui quello inferiore è scavato nel masso roccioso di tufo sul quale sorge. La struttura esterna è costituita da blocchi rozzamente squadrati di pietra tufacea e trachitica. I piani superiori sono delimitati da due torri il secondo funge anche da appoggio alle mensole che sorreggono la merlatura. Una scala esterna con parapetto spezzato tipica dell’architettura locale consente di accedere al secondo piano mentre una scaletta interna, attualmente non agibile, consentiva di accedere all’ultimo piano, coronato da merli. I tre piani sono coperti da volte emisferiche.

Fonti
Gina Algranati, Marotta, Giuseppe D’Ascia, Ilia Delizia, Don Pietro Monti,Filomena Sardella.

Rielaborato da Associazione Radici. Forio, giugno 2014