Degrado al cimitero di Forio.

Bistrattate tombe e loculi di personaggi illustri.

 

Gentile Direttore

In merito all’articolo “Tombe dei Maltese nel degrado, a Ischia nessun rispetto per la memoria” firmato dal giornalista Antonello De Rosa e pubblicato nell’edizione del 28 gennaio 2018, de “Il Golfo 24.it” l’Associazione Culturale Radici porge Lei e la Sua redazione un caloroso plauso per il lavoro egregiamente svolto e per l’impegno profuso nel diffondere e rafforzare, attraverso la pubblicazione di notizie, la memoria su argomenti che spesso cadono nel dimenticatoio.

L’Associazione, consapevole di essere solo una goccia nel mare della divulgazione, intende, tuttavia, elevare alcuni chiarimenti al brano citato, in quanto ha rilevato alcune imprecisioni e qualche carenza di approfondimento.

Occorre premettere che l’Associazione, guidata dal Capitano Giuseppe Magaldi, è affidataria dal 2013 del Museo Civico di Forio “Giovanni Maltese” ubicato nella antica dimora della coppia di artisti e che, fin dal primo giorno, ha avuto cura di diffondere con tutti i mezzi a propria disposizione, compreso manifestazioni ed eventi culturali, azioni mirate, tali che mettessero in primo piano le figure del nostro illustre concittadino e dell’acquerellista anglosassone naturalizzata foriana, Jane Fanny Fayrer.

Dopo le commemorazioni del centenario della morte di Giovanni Maltese da parte del Comune di Forio nel 2013 e dedicando loro un’intera serata ampiamente descritta alle pagine http://www.iltorrioneforio.it/giovanni-maltese/ e http://www.iltorrioneforio.it/giovanni-maltese/serata-nchrocchie/

e, successivamente, articoli sul giornale on line ViviCentro  https://vivicentro.it/regioni/sud/terza-pagina-sud/gran-tour/  e

https://vivicentro.it/regioni/sud/terza-pagina-sud/naufragio-agrippina-scuola-storia-giovanni-maltese/

nel 2014, l’Associazione si procurò di rinverdire le tombe della signora e del Maltese, quest’ultimo annoverato, in un libricino circolante qualche anno prima, tra le migliaia di giacenti nella fossa comune. Con una solenne cerimonia, che si ripete ogni 21 agosto (vedi i video e foto sulla pagina facebook Museo Civico del Torrione) le tombe furono ossequiate con il rispetto con cui vanno onorati gli illustri personaggi che si sono distinti. In seguito, sempre a cura dell’Associazione, per evitare un vergognoso anonimato sono state affisse le foto dei ritratti che Giovanni eseguì a carboncino a sua moglie e a sé stesso. Una corona di alloro, ogni anno sostituita, viene apposta  sulla porta della estrema dimora di Giovanni e la lucina accesa testimonia l’affetto e il rispetto per il poliedrico artista. Certo è che le giornate invernali non hanno favorito una buona cura della tomba della Jane né, come tutti sanno, si possono accendere lumini all’interno del recinto cimiteriale ma scrivere di qualcosa, senza verificare i fatti sembra alquanto aleatorio. Certamente non c’è limite al miglioramento, ma molto spesso non basta il solo volontariato a dare incisività alla Memoria e anche articoli come quello del signor De Rosa contribuiscono ad incitare i cittadini ad una maggiore presa di coscienza della necessità che tutta la comunità deve avere memoria e rispetto, soprattutto per chi ha tenuto alto il nome di Forio.

Grata per l’ospitalità, l’Associazione Culturale Radici augura a Lei e alla Redazione buon lavoro.

Il Torrione Forio

Tomba di Maltese nell’Arciconfraternita di S. Maria di Loreto Forio