Gino Coppa. Le vedute di Hofheim

Riceviamo dalla figlia Marianna un gradito ricordo del grande creativo Luigi Coppa, Gino, che ci ha recentemente preceduti nel cammino della vita e molto volentieri pubblichiamo un articolo a lui dedicato.

Malgründe – Hofheim als Motiv. Von Coppa bis Schmidt-Rottluff

Stadtmuseum Hofheim  4 novembre 2018 – 3 marzo 2019

Le vedute di Hofheim di Luigi Coppa “ritornano a casa” dopo ben 61 anni.

Si tratta dell’ultimo, spontaneo tributo che la Germania rende all’arte di Luigi Coppa. Un riconoscimento che arriva troppo tardi ma che lo avrebbe certamente reso molto felice. I suoi paesaggi ritornano dopo ben 61 anni nel luogo dove sono stati concepiti e dove lui arrivò, appena ventitreenne, invitato dalla famosa collezionista, gallerista e mecenate tedesca Hanna Becker vom Rath.

Lo Stadtmuseum di Hofheim am Taunus (Assia, Germania) celebra oggi i 25 anni dalla fondazione con la mostra “Malgründe – Hofheim als Motiv. Von Coppa bis Schmidt-Rottluff” dedicata agli artisti che hanno dipinto la cittadina tedesca e i suoi paesaggi.  L’esposizione, ideata e curata dalla direttrice Eva Scheid, antropologa culturale e storica dell’arte,  raccoglie più di 100 opere di 28 artisti che dipinsero Hofheim in varie epoche dal 1800 ad oggi.

L’evento rientra anche nelle celebrazioni ufficiali per il 125° anniversario della nascita di Hanna Bekker vom Rath, pittrice, collezionista, mecenate e gallerista tedesca divenuta famosa per aver dato rifugio nella sua Casa blu a Hofheim, durante la seconda guerra mondiale, a molti dei così detti artisti “degenerati”, rifiutati e perseguitati dal regime nazista. Tra questi c’erano i suoi amici Alexej von Jawlensky, Karl Schmidt-Rottluff, Erich Heckel, Ida Kerkovius, Ludwig Meidner e tanti altri a cui in quel periodo era proibito lavorare ed esibire la propria arte. Hanna Bekker li sostenne per anni acquistando i loro lavori e organizzando mostre segrete nel suo studio di Berlino. Il suo supporto inizialmente spontaneo si trasformò nel tempo in una “missione” duratura. Dopo la seconda guerra mondiale Hanna Bekker divenne ambasciatrice di quest’arte nel mondo, garantendo che l’espressionismo tedesco riacquistasse il suo significato internazionale. Nel 1947, con l’apertura di una sua galleria a Francoforte, il “Kunst Kabinett Hanna Bekker vom Rath”, anche artisti internazionali e più giovani trovarono ospitalità e ispirazione a Hofheim. Uno di loro era l’appena ventitreenne Luigi Coppa. I due si incontrarono a Forio al Bar Maria, come lui stesso racconta in una sua pagina di diario:

Ho incontrato la signora Bekker vom Rath a Forio nel mese di giugno del 1957. Era una distinta signora di circa sessant’anni. Mi avvicinò al bar Internazionale, da Maria, dove sedevo solitamente. Mi chiese se ero il pittore Luigi Coppa e se era possibile vedere i miei quadri. Visitò il mio studio quello stesso giorno in compagnia della scultrice Emy Roeder. Entrambe furono entusiaste del mio lavoro e la signora vom Rath mi chiese a bruciapelo se fossi interessato a conoscere la Germania e l’arte tedesca. Le dissi che mi sarebbe piaciuto ma che le mie condizioni economiche in quel momento non mi permettevano di affrontare un tale viaggio. «Questo non è un problema!» rispose ed aggiunse che avrei potuto accompagnare lei e la sua amica Emy Roeder nel loro viaggio di ritorno ad Hofheim am Taunus, vicino Francoforte, dove sarei stato ospite nella sua casa ed avrei potuto dipingere in uno dei suoi atelier. Hanna Bekker era infatti una importante gallerista nonché mecenate tedesca. Già durante la guerra aveva aiutato molti artisti perseguitati dal regime nazista ospitandoli nella sua Blaue Haus e dandogli la possibilità di lavorare in tranquillità. Partimmo due giorni dopo, di primo mattino, con la sua Volkswagen maggiolino cabriolet. Il viaggio durò circa venti giorni durante i quali Hanna mi mostrò i grandi musei e le importanti gallerie d’Italia. Visitammo Amalfi, Ravello, Roma, Orvieto, Firenze, Arezzo, Bologna, Venezia (dove mi presentò il gallerista Carlo Cardazzo), Milano (per un concerto alla Scala), Como (dove riposammo 4 giorni ospiti di un ricco industriale tedesco), Torino (per visitare la Triennale d’Arte) e ancora Colmar (per vedere la Crocifissione di Matthias Grünewald), Losanna, ecc. La casa di Hanna Becker ad Hofheim mi procurò un’emozione fortissima: le pareti erano ornate con opere di Karl Schmidt-Rottluff, Wassili Kandinsky, Alexej von Jawlensky, Otto Dix, Käthe Kollwitz, Erich Heckel, Ida Kerkovius, Emil Nolde, Pablo Picasso, Paul Klee e molti altri ancora, artisti le cui opere avevo visto riprodotte fino a quel momento soltanto sui libri di storia dell’arte. La signora mi alloggiò al primo piano della grande casa, in una bella camera-studio, dove lavorai per alcuni mesi ritraendo le case ed i paesaggi del Taunus. Ad Hofheim conobbi quasi subito colui che divenne uno dei miei più cari amici: Hugo Staab, il giovane proprietario del Café Staab, un locale dove si ritrovavano artisti e musicisti, si esponevano quadri e, la sera, uno straordinario trio suonava musica Jazz.  A luglio avevo quadri sufficienti per due mostre personali, che furono organizzate da Hanna Bekker vom Rath ad Hofheim nel Café Staab e a Francoforte nel Frankfurter Kunstkabinett (in der Stuttgarter Hausbücherei). Partecipai inoltre alla mostra collettiva Internazionale Ausstellung fur Malerei a Francoforte/Hochst. Durante la mia permanenza ad Hofheim Hanna Bekker non perse mai occasione per farmi conoscere luoghi e persone. Visitammo insieme i musei di Francoforte, Magonza, Darmstadt, Stoccarda (dove facemmo visita alla pittrice Ida Kerkovius nel suo studio), Wiesbaden, Mannheim, Heidelberg, ecc. Alcuni mesi dopo il mio rientro in Italia partii per Istanbul per una mostra organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura e da lì proseguii per l’Uganda per incontrare mio padre. I rapporti con Hanna Bekker vom Rath continuarono negli anni seguenti. Di tanto in tanto ci davamo appuntamento in questa o quella città per per visitare una mostra. Ricordo con gioia il nostro incontro a Parigi nel 1966 per vedere la grande mostra “Hommage à Pablo Picasso”. In quella occasione mi presentò tra gli altri lo scultore russo Ossipe Zadkine. Le feci visita ad Hofheim nel 1982 come testimonia una foto che ci vede ritratti un’ultima volta insieme: morì appena un anno dopo, l’8 agosto 1983.

Le opere di Luigi Coppa saranno esposte dal 4 novembre 2018 fino al 3 marzo 2019, nello Stadtmuseum di Hofheim am Taunus insieme a un centinaio di opere provenienti da vari musei, tra cui il Brücke-Museum di Berlino, il Kunstsammlungen di Dresda, e da collezioni private in Germania, Italia e Svizzera.

A cura di Marianna Coppa

 

Da parte dell’Associazione ricordiamo la personale di Gino al Torrione nel 2014 al seguente link con correlata galleria fotografica:

http://www.iltorrioneforio.it/fotogallery/mostre-2014/luigi-coppa/